Il Miele


Il G. Bastanzi nel “Le superstizioni delle Alpi Venete” del 1888 riferisce che “le api sono nel pensiero popolare bestie sante, benedette da Dio perché forniscono la cera per gli altari.

Se beccano molto è segno di abbondanza, se poco di carestia”. Dalle api ci viene il miele che esse producono succhiando il nettare dei fiori; gli antichi testi lo definiscono simbolo degli Dei, di dolcezza spirituale, di gioia, del piacere di vivere. Il miele, primo dolcificante dei popoli antichi da oriente ad occidente, perse importanza con l’avvento dello zucchero di canna e, maggiormente ancora all’inizio dell’Ottocento, dello zucchero di barbabietola. Ciò nonostante ha sempre conservato la caratteristica di prodotto raffinato e genuino e, nell’ambito dei consumi alimentari ha ritrovato oggi considerazione per le sue proprietà biologiche e medicamentose. L’uomo, che arrivò sulla terra molto dopo le api, cominciò a dare la caccia al miele seguendo l’esempio dell’orso bruno che ne era ghiottissimo. Imparò poi, nell’ultimo secolo, a costruire arnie artificiali per dare dimora all’ape domestica (Apis mellifera L.) iniziandone l’allevamento nel rispetto dell’ operosità e della vita dell’insetto. Gli allevamenti sono di tipo stanziale quando gli alveari restano in postazioni fisse tutto l’anno, oppure di tipo nomadistico quando gli alveari vengono trasferiti in zone diverse per seguire le fioriture monofiore e quindi ottenere, in particolare, mieli specifici (acacia, castagno, ecc.). Nelle nostre zone collinari e pedemontane gli apicoltori sono riuniti nell’Associazione Regionale Produttori di Miele del Veneto - Apicoltori del Grappa e nell’Associazione Provinciale Apicoltori Trevigiani (APAT). Il miele viene commercializzato allo stato naturale, senza trattamenti per non comprometterne il contenuto enzimatico e vitaminico. Tra i mieli unifloreali presenti in zona: quello di [acacia] (colore molto chiaro, sapore delicato, floreale); quello di [castagno] (colore da ambrato a quasi nero, odore e sapore forte più o meno amaro). Tra i multiflora, il [millefiori], che assume profumi e sapori diversi secondo le combinazioni dei fiori bottinati dalle api, presenti nelle zone di pianura, collinari o montane. I mieli d’acacia e di castagno si mantengono per diverso tempo liquidi; gli altri cristallizzano. La cristallizzazione è un processo naturale di trasformazione degli zuccheri presenti nel miele. Il miele è un alimento vivo; ricco di sostanze come vitamine, enzimi, oligoelementi, minerali, ecc.. Ogni tipo di miele ha le sue specifiche proprietà medicinali, alcune delle quali si esaltano se assunti in una bevanda tiepida (latte, the, infuso di erbe, ecc.). Altri prodotti dell’alveare: - [il polline] è la polvere fecondante contenuta nelle antere di ogni fiore che le api prelevano, impastano con enzimi salivari fino a formare pallottoline di vario colore; viene utilizzato nell’alveare per il nutrimento delle larve e per la formazione della pappa reale (tonico e stimolante). - [la pappa reale] è la secrezione di apposite ghiandole elaborata dalle giovani operaie, partendo dal polline e dal miele, utilizzata per nutrire le sorelle nasciture (latte d’api) e la futura loro ape-regina (pappa reale) (tonica e ricostituente generale). - [il propoli] E’ una resina che le api raccolgono su alcune piante ed utilizzano all’interno dell’alveare per disinfettare le cellette prima di una nuova fase di sviluppo delle larve (ha proprietà antibatteriche, anestetiche, cicatrizzanti). - [la cera] E’ una secrezione delle ghiandole ceripare delle api che serve nell’alveare per il rinnovo dei favi.



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