Comune di Tarzo

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Comune di Tarzo

Descrizione

CENNI STORICI: Da indagini intervenute a seguito di alcuni notevoli rinvenimenti archeologici è stata accertata la presenza umana nel territorio tra il Neolitico e l'Età del Bronzo; molto interessante, fra l'altro, il materiale ritrovato comprovante l'esistenza di un insediamento palafitticolo a Colmaggiore. AI crollo dell'Impero,seguirono anni di insicurezza politica funestati dal passaggio di popolazioni barbariche, che si conclusero solo con l'arrivo dei Longobardi e l'imposizione di un nuovo governo che poté godere di circa duecento anni di supremazia. Frutto della sistemazione territoriale longobarda fu la costituzione del Ducato di Ceneda (Vittorio Veneto ), poi divenuto contea sotto l'impero franco. Fu l'imperatore Ottone I di Sassonia a donare a Sicardo vescovo di Ceneda il possesso di Tarzo: grazie a questo atto, a partire dal 962 i vescovi assunsero il titolo di Conti di Tarzo e con il titolo l'autorità temporale sul territorio. Dopo un periodo di scontri fra bellunesi, feltrini, trevigiani e cenedesi si affermò la supremazia di Treviso, rappresentata dai Da Camino, potente famiglia di feudatari. la contea di Tarzo fu ceduta da Tolberto da Camino al Vescovo di Ceneda nel 1307 e rimase possesso vescovile fino al 1769, per passare poi sotto il dominio di Venezia. Successivamente Tarzo segui gli eventi comuni al resto del Veneto: e fu conquistata prima dai francesi e poi dagli austriaci. I suoi cittadini parteciparono alla ribellione del 1848, alle imprese garibaldine, alla prima e alla seconda guerra mondiale.

COSA VISITARE
Degli antichi castelli che costellarono i vari cocuzzoli del territorio a tutt'oggi rimane qualche cenno toponomastico. A Tarzo si può vedere la bella fontana ottagonale che un recente restauro ha restituito alla primitiva bellezza.

Notevole I'Arcipretale, a navata unica, costruita alla fine del Cinquecento e ristrutturata nel 1742, che conserva altari ed arredi recuperati dal distrutto convento di San Francesco di Conegliano, ed una bella collezione di dipinti ed affreschi, fra i quali ricordiamo la Presentazione al Tempio di Cesare Vecellio, due grandi dipinti di De Min ed un affresco di S. De Boni. Fra gli edifici privati ricordiamo casa Mondini - Mazzucco (XV secolo), la seicentesca villa Grimani-Mondini, ora albergo; la settecentesca villa Tandura -Mondini, ora sede della Scuola Materna parrocchiale, con un notevole portale d'ingresso ad arco bugnato e finestra sovrastante, e le coeve ville Franceschet -Cancian e Lucis -Lucchese (ex casa del mansionario), che è ora Sede municipale.

Sempre settecentesca Casa Rossi, grande edificio che consta di due corpi di fabbrica ad angolo e adiacenze, attualmente suddivisa in più appartamenti privati. Più recenti villa Bettoni -Xompero e villa Ceschelli, progettata dall’architetto Rupolo di Caneva di Poredenone.

Fratta è raggiungibile percorrendo la statale per il San Boldo e sorge nei pressi del lago di San Giorgio o di Lago, specchio d'acqua formatosi insieme al vicino lago di Santa Maria per lo scioglimento di un ramo del ghiacciaio del Piave: l'abitato è forse preesistente al capoluogo ed è formato da edifici dai tipici cortili interni, con poggioli in legno e, spesso, affreschi a soggetto religioso; da visitare, per i pregevoli affreschi del XIII secolo ed i dipinti conservativi, la chiesa di San Martino di Tours.

Nei dintorni si possono visitare il Santuario della Madonna di Loreto (con una Madonna col Bambino del Frigimelica) e l'oratorio di San Giuseppe, che conserva una Sacra Famiglia attribuibile all'Arnosti.

Da Corbanese si può partire per alcune interessanti escursioni, ad esempio, verso i ruderi del Castello oppure verso il Mondragòn, zona di grande interesse naturalistico. Nella quattrocentesca chiesa di Arfanta si può ammirare la pala di Francesco da Milano (datata 22 agosto 1522) e nei dintorni alcuni pregevoli edifici sacri.

 MANIFESTAZIONI
Tipica sfilata di carri mascherati nel periodo carnevalesco. in febbraio si festeggia la candelora con la benedizione delle candele simbolo di Cristo "simbolo per illuminare le persone".


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